Axel Munthe
Axel Munthe

Axel Munthe nacque ad Oskarshamm in Svezia il 31 Ottobre 1857. Svolse i suoi studi in parte in Svezia all’Universtà di Uppsala, optando per la facoltà di Medicina, scelta che incise profondamente su tutta la sua vita, per poi trasferirsi a Parigi dove si laureò all’ Università di Montpelier nel 1880 all’età di 23 anni.

J.M. Charcot in una delle sue lezioni
J.M. Charcot in una delle sue lezioni

Pur essendo inizialmente interessato a ginecologia ed ostetricia, seguì negli anni successivi il famoso neurologo Francese Jean-Martin Charcot (1825 – 1893). Quest’ultimo, ritenuto il fondatore della neurologia, nonché neurochirurgo e neuropatologo, lavorò presso l’ospedale della Salpretrière a Parigi ed ebbe un’influenza profondissima su Axel Munthe. Le sue lezioni “spettacolo” sulla neuropsichiatria e il suo carisma attrassero anche altri allievi divenuti famosi, come Sigmund Freud.

Louis Pasteur (1822-1895)
Louis Pasteur (1822-1895)

Un’altra personalità di quell’epoca che affascinò ed influenzò Axel Munthe fu Louis Pasteur, fondatore della microbiologia moderna. In modo particolare, la ricerca sulla Rabbia condotta da Pasteur e i suoi collaboratori, fu alla base di uno dei racconti più incredibili di Munthe che ne “La storia di San Michele”, narrò le vicende di alcuni contadini russi aggrediti da un branco di lupi rabbiosi, che furono inviati dallo Zar all’Istituto di Pasteur e che morirono in modo atroce alla presenza di Munthe stesso, che non mancò di descrivere, a suo modo, questi eventi.

Munthe aprì presto uno studio a Parigi e sposò la svedese Ultima Hornberg. Grazie alla sua professionalità, intuizione e sensibilità umana, divenne in poco tempo il medico preferito di numerosi pazienti e tra questi molte famiglie d’immigrati italiani poveri, ai quali Munthè prestava assistenza spesso gratuitamente.

Nel 1884 partì per una Napoli flagellata dal colera dove cercò di aiutare la popolazione colpita dall’epidemia. L’esperienza di quei mesi fu raccolta nella sua opera “Lettere da una città morente” e sempre in questa occasione conobbe l’isola di Capri e in particolare il paese di Anacapri.

Nella sua opera più importante, “ La Storia di San Michele” Munthe descrisse il suo innamoramento per un angolo particolare di Anacapri, dove si trovavano le rovine di una piccola cappella medioevale dedicata a San Michele e in quel punto preciso decise di costruire la sua dimora e dal 1887 si stabilì sull’isola.

Nel frattempo la sua vita continuò ad essere movimentata tanto che spesso dovette assentarsi da Anacapri. Una volta nel 1890 per aprire uno studio a Roma, in Piazza di Spagna 26, dove visse e lavorò curando molti personaggi famosi ed abbienti, senza però mai dimenticare i poveri. Un’altra volta per aiutare la gente di Messina in seguito al terremoto che la colpì. Venne successivamente nominato medico personale della regina Vittoria di Svezia e nel 1907 sposò la sua seconda moglie, l’inglese Hilda Pennington Mellor, dalla quale ebbe due figli.

Una parte importantissima della sua vita, Axel Munthe la dedicò agli animali. Fu un profondo conoscitore della psiche animale, in particolare dei cani e delle scimmie, sempre circondato di tante specie, dialogava con loro nei momenti di massima vitalità come in quelli di agonia, immortalando sempre tutti i fatti e le emozioni sulla carta.

Fu sensibile alle loro esigenze e alla loro protezione e proprio per questo acquistò una parte della montagna adiacente alla sua casa (Monte Barbarossa), per permettere agli uccelli di riposare in pace durante la loro migrazione, lontani e protetti dall’uomo. Successivamente, seguendo i suoi desideri, questa parte dell’isola fu trasformata in una riserva naturale.

Axel Munthe con parte dei suoi animali nella Villa San MicheleAxel Munthe con parte dei suoi animali
nella Villa San Michele

Nella “Storia di San Michele” si può trovare un altro importante pensiero di Munthe legato al mondo animale ed ancora oggi estremamente attuale, ovvero la sofferenza di quelli tenuti dall’uomo per esigenze di divertimento e di ricerca. Axel Munthe esprime il suo forte dissenso e amarezza per l’uso che viene fatto degli animali nei circhi e nei giardini zoologici. Ma più di qualsiasi altro aspetto, tratta la questione della sperimentazione scientifica negli animali. Le sue descrizioni di eventi che risalgono a150 anni fa sembrano presi dalla realtà dei nostri tempi. Da medico sensibile alle malattie e alla sofferenza umana, approvava alcuni passaggi obbligatori e limitati della ricerca attraverso gli animali per arrivare a salvare esseri umani . Ma contemporaneamente escludeva e condannava la necessità di un uso diffuso e incontrollato di animali per la ricerca, i modi in cui erano reclutati per gli esperimenti (cani accalappiati) e le condizioni in cui erano tenuti e sottoposti alle varie prove di laboratorio.

Nell’Ottobre del 1943, dopo più di trent’anni vissuti ad Anacapri, afflitto da una malattia progressiva che l’aveva reso quasi cieco e amareggiato dal comportamento delle autorità locali, Axel Munthe dovette lasciare l’isola. La guerra aveva portato con se momenti difficili per la popolazione dell’isola e non risparmiò neppure il medico svedese, costretto ad insistere con le autorità anche per la misera razione giornaliera di pane che non era sufficiente per lui, per i suoi sei domestici e per il suo unico cane rimasto.

Axel MuntheAxel Munthe

Partì da Villa San Michele e dall’isola di Capri per tornare nel suo paese natale, la Svezia. Passò gli ultimi anni della sua vita come ospite del re Gustavo V di Svezia e lì morì l’11 febbraio 1949 all’età di 92 anni.

Nel suo testamento Axel Munthe lasciò la sua proprietà allo stato svedese. Villa San Michele divenne un museo ed è tuttora gestita dalla “Fondazione San Michele”.

Credo che il testamento spirituale di Munthe consista nella richiesta di una continuità del suo operato, basato principalmente su amore e sensibilità.

Nominare un Ospedale Veterinario “San Michele”, è il nostro modesto contributo al ricordo quotidiano di chi ha dedicato tutta la sua esistenza alla cura e all’amore per gli esseri viventi.

Dedicare gran parte dell’attività di questo ospedale alla diagnostica, alla terapia e alla ricerca sulle malattie neurologiche degli animali, è un altro modo di continuare le sue idee e i suoi pensieri.

Curare tutti gli animali, anche i più deboli, gli abbandonati e i senza casa, rappresenta forse più di tutto, lo spirito di questo straordinario uomo e medico – Axel Munthe.

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